Spettacolo……
Cammino altera, come io so fare!
Molti gli sguardi su di me; fissi e insistenti quelli dei maschi da soli…..frettolosi ma penetranti quelli dei mariti, compagni, amanti……puntigliosi e stizzosi quelli delle femmine, sole o accompagnate che siano.
So già cosa mi aspetta oltre l’uscita e sembra che tutta la mia persona, pregustando il momento, sprizzi fascino erotico da ogni poro. L’auto mi attende appena varcata la porta; so che è quella, una fantastica Phantom nera. Mi fermo e aspetto. Appena mi vede l’Autista scende e si avvicina allo sportello fissandomi con aria invitante. Il sospiro profondo che emetto mi sale spontaneo insieme all’accelerare dei battiti del cuore. Ho un attimo di esitazione a riprendere il passo, come se il vibrare del corpo compromettesse l’equilibrio sui trampoli che indosso. In quel momento se fossi stata un’equilibrista sarei precipitata al suolo; incredibile quanto la sicurezza ti renda invincibile mentre le emozioni prevalgano sulla personale stabilità.
Mi avvicino all’auto senza distogliere lo sguardo dallo chauffeur ma appena gli sono vicino guardo altrove e all’aprirsi tempestivo della portiera salgo decisa.
Eccolo, mi attende, mi sorride e mi allunga una mano accompagnandomi a sedere. Non ci salutiamo, non occorre, mi accarezza il viso passandomi le dita sulle labbra e dolcemente mi toglie gli occhiali.
Mi sento improvvisamente nuda, e anche se io in tal stato mi ci trovo benissimo, percepisco che nei miei occhi traspare la mia eccitazione mista a timore e languore.
Partiamo. LUI si sistema di fronte a me, mi guarda e so che adesso vuole che mi levi lo spolverino. L’abbigliamento è essenziale per la saporita serata; reggicalze e reggiseno che lascia i capezzoli a vista, collarino e polsini di pelle, nient’altro. Mi osserva attentamente come per accertarsi che sia tutto come previsto; mi fissa per un tempo che mi pare interminabile e avverto una prepotente tentazione che cresce in lui e che esercita su di me un piacevole umidore proprio in mezzo alle cosce. Finalmente si avvicina e posandomi le mani sulle ginocchia mi divarica le gambe con gesto deciso. All’esposizione della mia intimità sento un brivido percorrermi la schiena e un gemito mi sale mentre leggermente mi inarco. Fugace il mio sguardo passa sullo specchietto retrovisore dove scorgo gli occhi bramosi dell’Autista su di me; occhi di gatto che accelerano e amplificano il piacere di essere lì. LUI intanto allunga una mano a tastarmi i seni, strizzare i capezzoli, poi mi si siede di fianco e costringendomi a gambe larghe si avvicina al mio viso e mi bacia. Le sue mani sulla mia nuca mi stingono a lui, le nostre lingue affamate serpeggiano tra le nostre bocche, poi scende a baciarmi sul collo, lentamente, fino al turgido capezzolo che lo aspetta invitante. I miei sospiri riecheggiano nell’abitacolo e esplodono quando finalmente la sua mano scende a scostare le labbra del mio sesso, umido e appiccicoso. Mi sollazza con dita sapienti, poi si porta alla bocca il mio nettare e mi assaggia. Cerco con lo sguardo il turgido rigonfiamento dei pantaloni e allungo una mano, vogliosa del suo potente cazzo. Gli sfugge un gemito profondo e capisco che ho il permesso di estrarlo per gustarne il sapore. Prezioso duro fardello che sfiora le mie labbra; gli lecco e succhio la gonfia cappella prima di farlo sparire nella mia bramosa bocca. Sono lì a culo all’aria, col suo cazzo in bocca e le sue mani tra le cosce. Spompino a lungo finchè non resisto, lo voglio, lo voglio sentire dentro di me. Lo cavalco…mi sfrego il cazzo tra le labbra per prendere la mira e poi con un colpo secco di reni lo monto infilandolo tutto nel mio antro magico. Per un po’ scopiamo così, dondolati dal rullio dell’auto che sfreccia leggera tra il traffico serale, le sue mani che afferrano e sostengono il mio culo, la sua bocca sui seni, le mie mani aggrappata alle sue forti spalle per far presa e sentirmelo sempre più dentro di me.
A un tratto ci fermiamo, si spegne il motore. LUI mi estrae dal suo membro prendendomi per i fianchi, la porta si apre e scendo. Ci siamo fermati in una enorme autorimessa semi abbandonata, l’Autista mi si avvicina e prendendomi per mano con estrema fermezza mi obbliga ad appoggiarmi con le mani al baule; mi spinge per inarcarmi la schiena e mi monta alla pecorina, deciso, senza esitazione, colpi duri, potenti che mi fanno sussultare di piacere inarcando la schiena. Sembra che mi voglia punire per averlo fatto aspettare tanto a lungo e per non avergli concesso ancora la minima soddisfazione. Quando LUI scende dall’auto l’Autista estrae il suo grosso cazzo da me e dirige verso di esso la mia bocca lasciando il passaggio dietro libero a LUI.
Esiste forse qualcosa di meglio che essere così posseduta da due potenti cazzi ai piedi di una rolls in una autorimessa tra l’odore di olio e benzina?
Intravedo una specie di letto davanti a me ed è lì che vengo portata e invitata a sdraiarmi mentre i due maschi ai lati di questo improvvisato giaciglio si spogliano lanciandosi occhiate e scrutandomi con selvaggio ardore. L’Autista si avventa per primo tra le mie cosce aperte e con slinguate sapienti si impadronisce della mia figa. LUI si avvicina, mi bacia mi strizza le tette, le succhia, mi infila un po’ il cazzo in bocca, poi ancora mi bacia e via così. Vogliono farmi godere e io completamente rilassata non chiedo altro. E vorrei che questo attimo non finisse mai, che questa sensazione di piacere, amplificata dal desiderio irrefrenabile dei maschi su di me, durasse in eterno. E sebbene io abbia fatto di tutto per ritardarlo, l’orgasmo mi travolge, impetuoso, tra vibranti scosse e frementi tremiti. Mi accarezzano, mi coccolano, mi baciano, a turno, insaziabili coi loro cazzi duri ancora impudicamente eretti che sembrano protesi alla ricerca di un ricettacolo dove nutrirsi, dove acquietarsi. Mi accovaccio sopra l’Autista, offro rifugio alla verga che mi porge; LUI si posiziona dietro di me inumidisce con la saliva il mio buco del culo, ci fa passare un dito, poi due, poi piano si fa spazio e mi incula. Ho questi due spettacolosi maschi dentro di me contemporaneamente e il loro penetrarmi mi provoca stilettate di piacere che si diffondono palpitanti per tutto il corpo. Sono in uno stato che si avvicina all’incoscienza finchè lui gode schizzandomi sulla schiena getti copiosi di calda sborra che arrivano a lambirmi il viso. Anche l’autista è al culmine e al suo “vengo” mi stacco e accolgo il suo seme nella mia bocca, tutto, senza tralasciarne una goccia, leccando a fondo.
Quale meraviglioso eden abbiamo esplorato!!! Quale sublime appagamento si impadronisce di noi, corpi uniti nell’abbraccio erotico di anime che si sognano, si desiderano, si pretendono, inebriandosi di carne, umori e sudore senza pudori.
Giacciamo ancora un po’ riprendendo forze e fiato, poi finalmente ci parliamo, ridiamo, scherziamo. Fra poco saremo seduti a un tavolo di ristorante come tre semplici amici. Ma il perverso segreto che dimora in noi appaga i nostri animi come nessun amico può fare.

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